Arci Comitato Sud Sardegna

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Archivio per la categoria ‘5. Internazionali’

VITE PALESTINESI: TRE REGISTI DAL LIBANO RACCONTANO

Pubblicato da arcicagliari su maggio 4, 2010

L’iniziativa, che nasce dalla volontà del settore Internazionale dell’Arci Comitato Territoriale e dall’associazione Italo Calvino, nell’ambito delle attività di promozione del dialogo interculturale, ha come obiettivo quello di aprire una finestra sulla realtà dei Palestinesi in Libano.

Lo strumento utilizzato è quello del cinema:

ciascun film permette al pubblico di entrare in contatto con le problematiche in modo vivo e immediato, attraverso la forza espressiva e la potente suggestione del linguaggio visivo. Attraverso le proiezioni e gli interventi degli ospiti presenti alle serate, si vuole sensibilizzare e informare il pubblico sulle conseguenze del conflitto armato tra Israele e la Palestina e sulla condizione dei profughi Palestinesi in Libano, e stimolare un dibattito su queste tematiche.

La rassegna cinematografica dal titolo “Vite Palestinesi: tre registi dal Libano raccontano” vede la proiezione di 3 film, di cui 2 prime assolute.

Uno dei punti di forza della rassegna è costituito dallo sguardo dei registi, che, pur non essendo Palestinesi, in un Libano che apre le proprie frontiere alla diaspora palestinese, testimoniano le vicende del popolo Palestinese nella terra d’esilio, dall’arrivo ai giorni nostri.

Il progetto di realizzare questa rassegna nasce in Libano, dalla collaborazione tra l’Arci territoriale di Cagliari, settore internazionale, e l’associazione libanese Nadi Lekol Nass, che ha prodotto i film “Refugees for life” e “Kafr Kassem” concedendone i diritti di distribuzione al circolo del cinema Italo Calvino Arci.

Nadi Lekol Nass promuove la cultura cinematografica soprattutto tra i giovani, organizzando il Festival Internazionale del Cinema Giovanile, e lavora per il recupero delle pellicole rovinate o andate perdute durante la guerra civile, alla ricerca della ricostruzione di una storia comune nel Libano che esce da 30 anni di conflitti armati.

Le doppie proiezioni sono accompagnate dalla degustazione di piatti tipici del Medio Oriente, accogliendo lo spettatore e permettendogli di avvicinarsi all’identità palestinese anche attraverso i sapori della sua cucina.

Ecco il calendario proposto:

Domenica 15 novembre 2009 “La Porte du Soleil” (2004) Di Yousry Nasrallah, colore, 278′, (Francia, Egitto)

Lingua originale con sottotitoli in francese

La storia dei palestinesi, del loro viaggio forzato dai campi della Galilea al Libano nell’arco di cinquant’anni di durezze, speranze e amori. Raccontata attraverso le storie personali di Younès, combattente, trincerato in Libano, clandestino nel suo paese; di Nahila, la sua giovane sposa, in fuga senza fine con il suo popolo senza terra: di Khalil, che accudirà Younès, in coma, a Beirut; di Shams, che Khalil amava e fu giustiziata dai suoi compagni d’armi. Un film epico e corale, intensamente politico e poetico. Il film è diviso in due parti: La partenza e Il ritorno.

Domenica 22 novembre 2009

PRIMA VISIONE IN ITALIA: “Refugees for life” (2006) Di Hady Zaccak, bianco e nero, 48′ (Libano)

Lingua originale con sottotitoli in inglese

Attraverso l’esperienza di tre famiglie di rifugiati palestinesi che vivono nei campi di Tiro nel sud del Libano e un attivista dei diritti umani, il film guarda alle loro battaglie quotidiane, all’aspirazione di comunicare con i loro parenti in Germania e al loro continuo attendere il ritorno in Palestina.

Domenica 29 novembre 2009

PRIMA VISIONE IN ITALIA: “Kafr Kassem” (1973) Di Borhan Alaouié, colore, 90′ (Libano)

Lingua originale con sottotitoli in inglese

Alla vigilia dell’attacco israeliano contro l’Egitto del 1956, Israele dichiara un coprifuoco sui paesi arabi senza avvisare la popolazione civile. È in questo scenario che avviene il massacro nel villaggio palestinese raccontato nel film, conosciuto come il massacro di Kafr Kassem. Gli abitanti del villaggio, facendovi ritorno dal lavoro durante il coprifuoco, vengono sorpresi dall’esercito israeliano.

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Campi di Lavoro e Conoscenza, Libano – agosto 2009

Pubblicato da arcicagliari su maggio 4, 2010

Dalla collaborazione tra Arcs Arci Cultura e Sviluppo (la ong dell’Arci) ed il Comitato Arci Sud Sardegna, nasce l’iniziativa di realizzare un campo di lavoro in Libano, anche e soprattutto a seguito delle attività già in corso di entrambe le associazioni in quel Paese (http://lebanonworkinprogress.wordpress.com, http://www.arciculturaesviluppo.it/index.php).

Il Libano, in passato scenario di occupazioni straniere e di conflitti armati, è oggi un Paese in trasformazione, fedele alle tradizioni e desideroso di modernità, che si presenta a noi caotico ma mai apatico o veramente ostile. Contraddittorio e affascinante, è caratterizzato da una sorprendente capacità di reazione e da un bisogno di riscatto che si esprime nel dinamismo della società civile e nella forte partecipazione delle persone alla vita politica e sociale..

Ad agosto c’è stato il primo campo di lavoro e conoscenza, e per due settimane, un gruppo di 14 italiani, ha visitato con le tutor Arcs alcuni dei luoghi più interessanti e significativi a Beirut, Tyro, Byblos e Baalbeck..


oltre agli aspetti più turistici del campo di lavoro, il gruppo ha anche lavorato con alcune associazioni locali, libanesi e palestinesi, impegnate nella rivendicazione dei diritti umani, nella promozione del turismo responsabile e della cittadinanza attiva.

A Burj al-Barajneh, nel campo profughi palestinese nel sud di Beirut, si sono svolti laboratori creativi di preparazione ad uno spettacolo finale. I bimbi ci hanno riservato un’accoglienza davvero calorosa e le maestre ci hanno affiancati nelle attività, facilitando la comunicazione con i bimbi che non conoscevano l’inglese.


Il venerdì invece accompagniamo i bimbi alla gita settimanale…andiamo al fiume!


Il divertimento è assicurato: si balla e si canta anche in autobus durante il tragitto, e appena arrivati, davanti ad uno splendido paesaggio cerchiamo un po’ di refrigerio nell’afosa estate libanese. La giornata trascorre tranquilla, c’è il tempo di godere appieno del momento bucolico facendo una passeggiata o ballando a piedi nudi. Ma lasciarsi conquistare dall’entusiasmo dei bambini e vederli recitare con impegno e concentrazione non è stata l’unica attività gratificante di quest’esperienza! Nei giorni successivi ci siamo spostati verso sud.

Nonostante il caldo triplicasse la fatica e il sudore, con un efficiente lavoro di squadra, coordinato dai ragazzi dell’associazione ULDY, che ci ospitava nel campeggio estivo, in una mezza mattinata abbiamo raccolto e ammucchiato il grano di uno dei campi del villaggio.



Nel pomeriggio invece ci siamo dedicati alle attività di animazione con i bambini dei villaggi vicini, alcuni di loro non avevano mai visto uno straniero!


Dopo la visita al Sud del Libano i campisti hanno potuto visitare i progetti di Arcs nel Nord del Paese al confine con la Siria, in particolare ad Hermel presso l’eco lodge di Al Kwakh http://www.kwakhecolodge.org. In questo suggestivo luogo i volontari hanno potuto vivere due giorni immersi nelle atmosfere lunari di un antico villaggio rurale, in cui i vecchi edifici diroccati, sono stati ristrutturati e trasformati in un accogliente B&B gestito da una cooperativa di donne libanesi. L’accoglienza, la possibilità di scoprire le campagne circostanti e di assaporare le delizie locali, hanno reso questi giorni un piacevole ristoro prima del ritorno nella caotica Beirut.


Il programma, volutamente intenso e vario per dare occasione al gruppo di affacciarsi alla complessità del Libano, non ha scoraggiato neanche coloro che hanno avuto qualche problema fisico causato dal cambiamento nelle abitudini alimentari e dal gran caldo, che hanno dimostrato un grande spirito di adattamento.

La ricchezza del gruppo, abbastanza numeroso e con la presenza di personalità diverse, spesso anche in conflitto tra loro, hanno offerto momenti di confronto e di scambio, che hanno agevolato la conoscenza e l’accoglienza reciproca.



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i campi profughi palestinesi in Libano – approfondimento

Pubblicato da arcicagliari su marzo 30, 2010

Esistono dodici campi profughi palestinesi ufficiali sul territorio libanese. I campi sono molto differenti tra loro e tali differenze sono inevitabilmente e strettamente legate alle loro dimensioni, che variano per esempio dai 600 abitanti di Mar Ilias a Beirut ai quasi 46 mila di Ein el-Hilweh a Sidone. A restare invariata invece è l’organizzazione edilizia, con palazzi troppo ravvicinati, che continuano a crescere in altezza per adeguarsi ad una popolazione in continuo aumento e finiscono per impedire ai raggi del sole di raggiungere i piani più bassi. Una delle conseguenze è che i bambini sono privati di spazi fondamentali in cui giocare e muoversi, esemplare il caso del campo di Chatila dove esiste un solo cortile, e delle condizioni ambientali necessarie ad un pieno sviluppo psico-fisico, come testimoniano i numerosi casi di malformazioni ossee e di dermatiti croniche.

La condizione dei profughi palestinesi in Libano li vede privati di fatto di vari diritti fondamentali, tra questi di primaria importanza quello di cittadinanza. Ciò comporta il divieto di possedere qualsiasi tipo di proprietà. Questo elimina di conseguenza la possibilità per i profughi di poter comprare un’abitazione fuori dal campo e sperare dunque di migliorare le proprie condizioni di vita. Si aggiunge inoltre il divieto di restaurare le abitazioni, espandere l’area dei campi o di costruirne dei nuovi, in quanto il governo ritiene che, se ciò si consentisse, si intaccherebbe di fatto il diritto dei profughi al rientro.

La legge libanese stabilisce inoltre una lista di mestieri, che fino al 2005 ne comprendeva 70 e che oggi è scesa a 50, che sono preclusi ai profughi, tra i quali il mestiere del medico, dell’avvocato e dell’ingegnere. Questo sistema fa sì che i ragazzi palestinesi manchino di prospettive ed ambizioni legate al proprio futuro e siano portati ad abbandonare la scuola, per dedicarsi nell’immediato ai lavori ai quali sarebbero comunque destinati. Per coloro che invece decidono di proseguire gli studi, le difficoltà nascono dalla priorità data ai cittadini libanesi all’interno degli istituti, con accesso a numero chiuso, e dalla privatizzazione dell’istruzione secondaria, per risolvere la quale l’UNRWA ha aperto degli istituti appositi per gli studenti che abitano nei campi. Le ong che lavorano con i bambini ed i ragazzi che frequentano le scuole libanesi, hanno riscontrato in loro dei sentimenti di frustrazione e rabbia, che si ripercuotono inevitabilmente nella vita sociale.

Ogni sforzo che UNRWA o ong varie fanno per alleviare le sofferenze dei profughi e tentare di migliorare le loro condizioni di vita, risultano vane nei casi in cui si lavori con la terza categoria di profughi esistenti in Libano, ossia i profughi che, non registrati né all’Ufficio competente delle Nazioni Unite, né all’Ufficio competente delle autorità libanesi, vivono oggi senza documenti e senza che venga riconosciuto loro alcun diritto, compresi il diritto al nome, all’istruzione, alla libertà di movimento o di matrimonio. Fantasmi che sperano di poter solo fare rientro nella propria terra.

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Sabra e Shatila: uno sguardo fuori dal Campo

Pubblicato da arcicagliari su marzo 30, 2010

Progetto di cultura cinematografica in Libano – dal racconto delle organizzatrici

Il Progetto nasce dall’analisi della condizione dei profughi palestinesi in Libano (link all’approfondimento), in particolare nasce dall’incontro con l’associazione Pyo. l’associazione Pyo è un’associazione giovanile che opera all’interno del Campo profighi di Shatila. Il Campo di Shatila,tristemente fampso per il massacro del 1982, versa ancora oggi in una situazione di disumana miseria, condizioni igieniche e sociali che sono inimmaginabili anche nelle più degradate realtà urbane. Accanto a questo scenario si pone la delicata condizione umana e psicologica degli abitanti del Campo, il rapporto tra la loro individualità e l’identità della nazione a cui sentono di appartenere e che sentono di rappresentare, il rapporto con la violenza e la condizione di vittime ecc.

In un contesto simile, le attività socioculturali risultano essere uno strumento per far riscoprire alle persone, soprattutto ai giovani e alle donne, che la vita culturale offre l’occasione di sentirsi ancora esseri umani e solo coltivando la propria umanità possono trovare la motivazione per richiedere il riconoscimento dei propri diritti in quanto persone.

In particolare, il cinema, come anche altri strumenti della cultura, diventa dunque un modo per contrastare questa situazione, soprattutto rivolgendosi ai giovani, che nella partecipazione riscoprono la propria “umanità” risollevandosi dalla frustrazione e dalla emarginazione sociale. Il ruolo delle attività culturali diventa fondamentale per tramandare le tradizioni palestinesi ai giovani, che in molti casi non hanno conosciuto la Palestina e non hanno consapevolezza delle proprie origini.

Per questi motivi abbiamo deciso di esportare la nostra esperienza di circolo del cinema (Associazione Italo Calvino Arci-Ucca) anche all’interno del Campo di Shatila, convinti che attraverso il cinema sia possibileaprire il proprio orizzonte a nuove percezioni, punti di vista, ispirazioni e ricominciare così a vivere la propria dimensione uman, come individui. Atttraverso il cinema abbiamo voluto contribuire a fornire ai giovani del Campo la possibilità di guardare oltre i confini della realtà di Shatila per poter guardare a se stessi in un nuovo modo.

Il Progetto si è realizzato con la forza di chi insegue un sogno. Noi tre per prime ci abbiamo creduto fortemente e come per magia anche ciò che pareva irrealizzabile è accaduto. Abbiamo organizzato due serate per la raccolta dei fondi necessari all’acquisto delle attrezzature tecniche da portare al Campo. Le serate di autofinanziamento hanno avuto un programma eterogeneo vario (dibattiti, concerti, degustazioni, balli, proiezioni di documentari sulla situazione palestinese). Soprattutto abbiamo avuto occasione di condividere con tante persone la nostra esperienza nei Campi.

Grazie ai fondi raccolti siamo riuscite ad acquistare il videoproiettore che abbiamo portato in Libano all’associazione Pyo. Al Campo di Shatila l’accoglienza è stata entusiasta e le bambine dell’associazione hanno voluto organizzare per noi un piccolo spettacolo di canti e coreografie.

… ed ora si apre il sipario!

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VITE PALESTINESI: TRE REGISTI DAL LIBANO RACCONTANO

Pubblicato da arcicagliari su novembre 10, 2009

Il settore Internazionale di Arci Comitato Territoriale

e

L’associazione Italo Calvino, all’interno della sua attività di promozione del dialogo interculturale

Presentano

Rassegna cinematografica con prime assolute:

VITE PALESTINESI

TRE REGISTI DAL LIBANO RACCONTANO

In un Libano che apre le proprie frontiere alla diaspora palestinese, tre registi non palestinesi testimoniano vicende di un popolo nella sua terra e nella terra d’esilio, dall’arrivo ai giorni nostri.

La rassegna presenta punti di vista diversi da quelli solitamente proposti in relazione al tema trattato, sia attraverso i film sia attraverso le testimonianze e gli interventi che verranno esposti nel corso delle serate.

Il progetto di realizzare questa rassegna nasce dalla collaborazione tra l’Arci territoriale di Cagliari, settore internazionale, e l’associazione libanese Nadi Lekol Nass, che ha prodotto i film “Refugees for life” e “Kafr Kassem” concedendone i diritti di distribuzione al circolo del cinema Italo Calvino Arci.

Il lavoro che Nadi Lekol Nass svolge in Libano è quello di promuovere la cultura cinematografica soprattutto tra i giovani, organizzando il Festival Internazionale del Cinema Giovanile. Ma non solo, questa organizzazione lavora per il recupero delle pellicole rovinate o andate perdute durante la guerra civile, alla ricerca della ricostruzione di una storia comune nel Libano che esce da 30 anni di conflitti armate.

Domenica 15 novembre 2009

“La Porte du Soleil” (2004)

Di Yousry Nasrallah, colore, 278′, (Francia, Egitto)

Lingua originale con sottotitoli in francese

La storia dei palestinesi, del loro viaggio forzato dai campi della Galilea al Libano nell’arco di cinquant’anni di durezze, speranze e amori. Raccontata attraverso le storie personali di Younès, combattente, trincerato in Libano, clandestino nel suo paese; di Nahila, la sua giovane sposa, in fuga senza fine con il suo popolo senza terra: di Khalil, che accudirà Younès, in coma, a Beirut; di Shams, che Khalil amava e fu giustiziata dai suoi compagni d’armi. Un film epico e corale, intensamente politico e poetico. Il film è diviso in due parti: La partenza e Il ritorno.

Menù ora del tè: tè alla menta e dolcetti al cocco

Menù cena: Lahn Biajin triangolini di carne e verdure, insalata mista

Domenica 22 novembre 2009 PRIMA VISIONE IN ITALIA:

“Refugees for life” (2006)

Di Hady Zaccak, bianco e nero, 48′, (Libano)

Lingua originale con sottotitoli in inglese

Attraverso l’esperienza di tre famiglie di rifugiati palestinesi che vivono nei campi di Tiro nel sud del Libano e un’attivista dei diritti umani, il film guarda alle loro battaglie quotidiane, alla loro aspirazione di comunicare con i loro parenti in Germania e al loro continuo attendere il ritorno in Palestina.

Menù ora del tè: tè alla menta e budino di riso

Menù cena: spinaci speziati e cous cous vegetariano

Domenica 29 novembre 2009 PRIMA VISIONE IN ITALIA:

“Kafr Kassem” (1973)

Di Borhan Alaouié, colore, 90′, (Libano)

Lingua originale con sottotitoli in inglese

Alla vigilia dell’attacco israeliano contro l’Egitto del 1956, Israele dichiara un coprifuoco sui paesi arabi senza avvisare la popolazione civile. È in questo scenario che avviene il massacro nel villaggio palestinese raccontato nel film, conosciuto come il massacro di Kafr Kassem. Gli abitanti del villaggio, facendovi ritorno dal lavoro durante il coprifuoco, vengono sorpresi dall’esercito israeliano.

Menù ora del tè: tè alla menta e dolcetti al cocco

Menù cena: hummus e zuppa di lenticchie rosse

 

Le proiezioni si terranno in via Nazionale 102 a Quartucciu, presso la sede dell’associazione

Ingresso riservato ai soci Arci*

Programma delle serate

primo spettacolo ore 17:30

secondo spettacolo ore 21:00

 

Ore 16:30 Presentazione del film davanti ad un tè e pasticcini mediorientali**

Ore 17:30 Prima proiezione

Ore 19:00 Aperitivo tra interventi e discussione sul film

Ore 20:00 Cena etnica mediorientale**

Ore 21:00 Presentazione del film e Seconda Proiezione

* per partecipare alle attività dell’associazione Italo Calvino è necessario diventare soci, a tal fine potrai visionare lo Statuto presso la nostra sede e richiedere di aderire all’associazione, ti rilasceremo la tessera Arci dell’Italo Calvino. La tessera Arci consente la partecipazione a tutte le iniziative dell’associazione I. Calvino, nonché a quelle degli oltre 50 circoli della provincia e di quelli di tutta Italia. Per info www.arci.it

Per avere la tessera dovrai versare euro 5,00.

Per la partecipazione alle successive proiezioni ti verrà richiesto un contributo pari ad euro 1,00

** potrai decidere di partecipare o solo alle proiezioni, oppure anche ai momenti di socialità prima e dopo le proiezioni:

il tè con i pasticcini mediorientali + proiezione + tessera Arci = euro 7,00

il tè con i pasticcini mediorientali + proiezione (se hai già la tessera Arci) = euro 5,00

la cena mediorientale (prenotazione obbligatoria) + proiezione = euro 10,00

per prenotare la cena invia un sms o chiama al 3288797301 o al 3200351088 entro le ore 13:00 del sabato immediatamente precedente alla domenica di proiezione

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